Another year – Mike Leigh, 2010

La grandezza di un film non si misura sul numero di battute, di colpi di scena – per dirne alla carlona – o di interruzioni che ne ostacolano lo sviluppo. Another Year non è soltanto un buon film in cui non succede nulla; potrà sembrare ardito, ma nell’ultima fatica di Mike Leigh l’ansia da avvenimento è pari a quella che si può riscontrare nei migliori blockbuster. Nessuno negherà come nel film imperversino molteplici momenti di noia; né si ha invero la presunzione di definire la noia stessa, generata dai lunghi silenzi che le creature raccontate dalla pellicola di Leigh riescono a gestire in maniera imbarazzata, ai limiti di un’ingenuità quasi infantile.

In Another Year emerge la combustione abbrustolita nei caratteri dei suoi protagonisti, sproporzionata alla rendita esteriore del dolore stesso. Sono somatizzazioni a metà, negate, imbrigliate in una rete di conseguenze psicologicamente distruttibili (e distruttive). È falso sostenere che in due ore di film non accada nulla; le deflagrazioni non si contano. E riguardano la morte e l’amore, le delusioni e l’amicizia.

Ogni deflagrazione morale e sentimentale è trattata in maniera differente, quasi scandita da quel tempo che dà convenzionale titolo al film e dietro al quale ci si nasconde per evitare di interrogarsi su cosa possa imporsi come ulteriormente nocivo. Tom e Gerri (!), imperfetti nella loro bonaria funzione taumaturgica, fungono da croci di supporto per il loro gruppo di scalcinatissimi amici, manovrando tutto dall’alto con l’intenzione di non recare ulteriori sofferenze ai loro simili, rispettandone delicatezze e dignità.

Il film si chiude sul vuoto emotivo di Mary, che si auto-impone un contegno non degno del suo animo; comportarsi in maniera diversa, però, la costringerebbe a non godere dei benefici amicali. Another year è un film splendido come i suoi protagonisti, sui quali svetta Lesley Manville nel ruolo di Mary, che fornisce una delle interpretazioni femminili più potenti del cinema di Mike Leigh – e del cinema in generale: la sua segretaria innamorata degli uomini sbagliati sotto l’ottica etica e/o anagrafica è una donna di lacrime e di sangue. E val bene la visione dell’altro anno di Leigh, tragico e rilassante.

ANOTHER YEAR

 

 

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